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Volti di Londra dall’ombelico

Londra - (c) photo Mauro Monti

Volti di Londra dall’ombelico

Mi piace immergermi nel flusso dei passanti, in strada; con la reflex tenuta all’altezza dell’ombelico; scattare dal punto di vista di una biottica, sognando di avere tra le mani una Rolleiflex con pellicola in bianco e nero. Ma senza guardare nello specchio o, in questo caso, nel display rovesciato all’insù.

Osservare le persone, aspettare l’attimo giusto, il soggetto più particolare, la situazione migliore e scattare senza vedere, con aria distratta, guardando magari da un’altra parte, per non rompere la magia del momento; e poi controllare, senza fretta, se l’istante che avevo inseguito e già registrato in testa, è al sicuro nella SD.

Sulla mia Canon EOS 200D monto un 18-55 mm che su una full frame e sulla mia cara vecchia Reflex analogica corrisponde a un 28-80 mm, un classico della street photography. Con tanti anni e scatti alle spalle, sai quale angolo di mondo stai inquadrando anche senza osservare dal mirino e dunque puoi spingerti a poca distanza dal soggetto, sperando che il rumore del ribaltamento dello specchio non lo insospettisca, richiamandolo dal suo mondo al tuo.

Londra - (c) photo Mauro Monti

Tra questi scatti mi è capitato di incrociare un vecchio fotografo di street con la sua bella biottica al collo; avanzava verso di me, quasi come a specchiarmi in un viaggio nel tempo; non so chi sia, ho provato a cercarlo in rete; chissà forse pubblicandolo, qualcuno mi aiuterà a trovarlo.

E così sono questi scatti di Londra, ad altezza ombelico e dunque ad altezza bambino, quel bambino che ancora guarda il mondo con occhi curiosi e con la voglia di portare a casa da ogni viaggio, le emozioni di un attimo.

Mauro Monti

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