Con le unghie e con i denti. Ritorno ad Amatrice

Amatrice - (c) Photo Mauro Monti

Il 24 agosto 2016, alle ore 3.36, un terremoto di magnitudo 6.0 ha cancellato Amatrice e da allora è partito il timer della ricostruzione che oggi, dopo 5 anni, registra la comparsa delle prime gru. Niente ci restituirà, oltre alle perdite umane, quello che l’uomo ha costruito nel corso dei secoli, pietra su pietra, l’identità di una comunità che cerca di non perdere anche la speranza.

Con le unghie e con i denti si cerca di tenere su quello che rimane della chiesa di Sant’Agostino, il simbolo di una comunità ferita a morte, insieme alla torre che svetta ancora, ingabbiata nell’acciaio, in mezzo al nulla.

Con le unghie e con i denti si cerca di mantenere viva la tradizione di una pasta conosciuta in tutto il mondo che da 5 anni ha perso la sua patria. Raccolti intorno ad una nuova piazza, i ristoranti hanno riaperto e aspettano chi, anche con un semplice piatto, può contribuire alla rinascita.

Con le unghie e con i denti, i piccoli negozi del borgo si sono stretti tutti insieme in una nuova struttura diventata Centro commerciale della resistenza, tra foto di quello che era e sorrisi misti a rassegnazione.

Amatrice va visitata, va ricordata, va aiutata, anche con un semplice piatto di pasta.

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