Corviale scende in piazza a difesa del Mitreo

Mitreo Corviale - (c) Mauro Monti

A Corviale non si vive di solo cemento, e oltre ai servizi e alle realtà culturali e sportive che via via, con fatica, sono arrivati negli anni, anche l’arte contemporanea dal 2007 ha trovato casa all’ombra del Serpentone. Una scommessa nata due anni prima grazie alla vittoria di un bando legato alla legge Bersani per lo sviluppo nelle periferie che ha riconosciuto il progetto socio-culturale del Mitreo, presentato da Monica Melani, come una risorsa per la riqualificazione di un territorio complesso e difficile.

Questo spazio di condivisione e vero presidio territoriale, però, ora rischia di chiudere perché il Municipio ha comunicato di non voler più rinnovare la convenzione quinquennale.

Per rigenerare un luogo che 15 anni fa era abbandonato da oltre 20 anni, sono stati investiti – sottolinea la Melani – un milione e 200mila euro. Un valore economico importante che va a sommarsi a quello sociale, che ha visto l’impegno di 15 associazioni nel realizzare in questi locali, attività per utenti che vanno dai 3 ai 90 anni.

Racconta Monica Melani, direttore artistico “Il Mitreo”: Vengono le famiglie con i bambini che fanno i compiti, inglese, teatro, danza, pittura, la mattina abbiamo gli anziani che vengono a fare ginnastica e altre attività. La sera abbiamo altre attività per adulti: tango, danze, burraco.

Non è stato semplice all’inizio: il Corviale aveva un muro che lo distanziava dal resto della città e dai quartieri limitrofi per il nome che si era fatto negli anni 80 e 90 in cui erano state abbandonate a se stesse le persone che erano state assegnatarie e occupanti.

Nella riqualificazione territoriale con la sala Consiliare, gli uffici tecnici, la polizia municipale, la biblioteca, le scuole, un ruolo importante lo ha svolto anche il Mitreo

Abbiamo attratto tutte quelle che erano le energie migliori – continua Monica Melani – abbiamo dato modo di realizzare i sogni di molti. Abbiamo realizzato più di 250 eventi gratuiti, in cui le persone hanno potuto respirare l’arte, la creatività, la voglia di stare insieme. Questo è stato il mio obiettivo d’artista: volevo che questo progetto diventasse una vera e propria opera d’arte collettiva, come un grande quadro dove ognuno lascia una traccia di se, ognuno di noi ha un colore, una sua emozione un qualcosa che lo caratterizza, mettere insieme e armonizzare tutti questi colori, queste energie, era il mio obiettivo. E far capire come è bello quando c’è un incontro, un confronto e quindi una crescita, anche per opporlo a quello che è la prassi che generalmente c’è intorno a noi e cioè lo scontro.

Il motivo del mancato rinnovo della convenzione è dovuto alla delibera 140/2015, approvata dall’allora giunta Marino, che si prefiggeva l’obiettivo di riordinare l’immenso patrimonio capitolino in concessione

La delibera 140 che sta facendo sfaceli a Roma – aggiunge la Melani – e sta colpendo spazi che come il nostro hanno sopperito alla mancanza delle istituzioni in molti casi creando servizi dove il Comune non arrivava. In pratica la delibera 140 viene prima del valore generato nei territori. Sembra che non ci sia altro modo che no il bando per essere nella legalità. Il bando può essere una strada per la legalità ma anche no, questo lo sappiamo.

Ora però il valore di questo locale è considerevolmente aumentato rispetto agli inizi, non solo in termini economici, attraverso i lavori di ristrutturazione eseguiti, ma soprattutto sociali

Noi abbiamo creato una rete immensa perché qui dentro è nato “Corviale domani” che ha fatto uno studio di tutte le attività che erano presenti sul territorio e le ha messe in rete, lo abbiamo fondato noi, qui insieme a Pino (Pino Galeota Ndr) e ad altre persone e con quello abbiamo sensibilizzato le istituzioni e le abbiamo richiamate quando non si stavano occupando del territorio.

Il municipio ha riconosciuto questo valore aggiunto?

Il municipio no, perché la disdetta parla chiaro, il Comune si è reso invece disponibile perché quando abbiamo cominciato a muovere le acque e a far sapere cosa stava accadendo, abbiamo ricevuto tantissima solidarietà, molti videoappelli, abbiamo una pagina Facebook piena di messaggi di persone che ci hanno frequentato e questo è arrivato al Comune di Roma che è adesso l’organismo decisionale che deciderà il futuro del Mitreo.

C’è speranza che questa convenzione venga rinnovata?

Noi ce lo auguriamo, ora che cosa si potrà fare non lo sappiamo, noi vorremmo che sia valutato tutto il valore che è stato generato e soprattutto l’importanza della presenza di una comunità attiva che vuole risposte e che non può basarsi su delle normative; le normative devono essere al servizio dei cittadini, non il contrario.

E allora tanti cittadini sono scesi in piazza per sostenerne l’attività e scongiurarne la chiusura. Ci sono le bambine della scuola di danza, coloro che seguono i laboratori di pittura, tutti quelli insomma che in questo luogo trovano occasione di incontro e crescita. Siamo tutti il Mitreo si legge nei loro cartelli.

Il Mitreo – racconta Pino Galeota, coordinatore “Corviale Domani” – rappresenta un presidio culturale come ce ne sono nelle altre periferie che vengono sottoposte a verifica dall’Amministrazione solamente in termini amministrativi e non per quello che producono nei territori. Il Mitreo rappresenta nella periferia di Corviale uno dei must per l’inserimento socio culturale della città e dunque del territorio e dà tantissime opportunità per poterlo frequentare, vivere e relazionarsi per il bene comune delle persone.

Il Mitreo era totalmente abbandonato, qui doveva venirci una banca, una posta, ma tutti si rifiutavano di venire a Corviale: in quegli anni i taxi non volevano venire a Corviale, si fermavano a Casetta Mattei. Non è un caso che il Centro Commerciale che sta dentro il territorio di Corviale, si chiami Centro commerciale “Casetta Mattei”. C’è lo stigma, quella scritta rappresenta il muro che è stato eretto fin dagli inizi, in sintonia con l’idea di una periferia che sembra irrecuperabile, mentre il Mitreo rappresenta quasi un miracolo al pari di altre attività del territorio come il Calcio sociale, la biblioteca.

Un luogo importante dunque, ma non soltanto per i cittadini di Corviale

Non solo di Corviale, che faccia riflettere l’amministrazione a una inversione di rotta rispetto ai presidi culturali: li deve verificare, se non fanno le cose ritiri le licenze ma non facendo le verifiche.

Si manifesta solidarietà, sempre nel rispetto delle regole: mascherina e distanziamento.

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