Il Marchese del Grillo a Monterano: l’albero di don Bastiano

Monterano - (c) Mauro Monti

Tra le rovine dell’antica Monterano, città fantasma situata a nord di Roma, sono stati ambientati molti film, da Brancaleone alle crociate (1970) di Mario Monicelli, al Vangelo secondo Matteo di Pasolini, fino alla recentissima Serie TV di Netflix “Luna Nera”, ma se pensiamo alla scenografica piazza con la chiesa di San Bonaventura e l’albero di fico al suo interno, non possiamo non pensare al Marchese del Grillo (1981) di Monicelli. Lì, don Bastiano, capo brigante, accoglieva Alberto Sordi e il franzoso.

I resti di Monterano valgono certamente una visita, per un viaggio nella storia che parte dagli etruschi e arriva fino al 1799 quando l’esercito francese distrusse e incendiò l’abitato. Quello che rimane ricorda il periodo più fulgido della città, quando divenne proprietà della famiglia Altieri, che nel 1670 portò Emilio Bonaventura Altieri sul soglio di Pietro con il nome di Clemente X. Il borgo venne arricchito con notevoli costruzioni sotto la guida di Gian Lorenzo Bernini, che progettò la Chiesa e il Convento di San Bonaventura, la fontana ottagonale, e la ristrutturazione della facciata del Palazzo Baronale, con la realizzazione della scenografica fontana del leone.

Monterano - (c) Mauro Monti

Incamminatevi verso Monterano, vi accoglieranno le arcate dell’acquedotto, una fontana, le grotte e in alto i resti dell’abitato. Avanti, sul sentiero si aprirà la piazza di San Bonaventura e dentro la chiesa un albero di fico, l’albero di don Bastiano.

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