Renon, la chiesa di San Giorgio e San Giacomo

San Giorgio e San Giacomo - (c) Mauro Monti

Natura e storia, arte e tradizioni: è completa l’offerta agli escursionisti che percorrono i sentieri dolomitici, basta guardare con attenzione e alcune volte trovare la chiave giusta. A Soprabolzano, all’arrivo della funivia cittadina, dove il trenino del Renon ha la sua stazione principale, è possibile prendere la chiave di una chiesetta che, come uno scrigno, nasconde al suo interno un piccolo tesoro. È la chiesa di San Giorgio e San Giacomo che al termine di un sentiero che prevede altre interessanti chiese e un tracciato dal quale osservare un bellissimo panorama, permette di ammirare affreschi del XIII secolo.

Sulla collina, circondata e “difesa” da un bosco, ci accoglie questa piccola chiesa romanica menzionata per la prima volta nel 1289. L’interno ad aula unica è stato rifatto nel Seicento, con la copertura della navata con una volta a botte, stucchi ed affreschi barocchi e l’apertura delle finestre. Il campanile gotico risale al Quattrocento.

Nell’abside, gli affreschi del XIII secolo, che segnano anche il passaggio dal romanico al gotico – scoperti nel 1917 – raffigurano “Cristo in mandorla” fra i simboli dei 4 Evangelisti; in basso si schierano gli apostoli.

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