Corviale, Corpus Domini e benedizione del quartiere

Corviale, Corpus Domini - Foto Mauro Monti

“È urgente ora prenderci cura di chi ha fame di cibo e dignità, di chi non lavora e fatica ad andare avanti”. (Papa Francesco, 14 giugno 2020)

Tutto, da quando è comparso il Covid-19, è cambiato e cambia in continuazione. Il pericolo è quello di seguire questo cambiamento di 360 gradi e tornare al punto di partenza, come prima, peggio di prima. Non sono nuove abitudini da digerire, non è una nottata da passare, ma tutto quello che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo deve segnare necessariamente una rivoluzione dentro di noi: riuscire ad aprire gli occhi del nostro cuore, la nostra anima, agli altri, a coloro che in questa situazione si sono ritrovati nel confine sottile che separa la sopravvivenza dalla disperazione. La nostra debole società dai molteplici equilibri instabili deve crescere e farsi carico delle necessità di chi non ce la fa più.

Questo messaggio, presente nell’omelia di Papa Francesco nel giorno in cui la Chiesa festeggia la solennità del Corpus Domini, è ancora più sentito oggi in una realtà di periferia come Corviale; qui, dove dall’inizio della pandemia è raddoppiato il numero di famiglie assistite dalla parrocchia con pacchi alimentari e aiuti economici, risuonano più forti le parole del Papa e smuovono le coscienze di chi è in grado di mettere nelle mani del Signore cinque pani e due pesci.

Con la mascherina, a distanza, senza processione, ma uniti nella celebrazione eucaristica, come popolo di Dio, Chiesa, e dunque corpo di Cristo, la comunità di San Paolo della Croce si è ritrovata a Messa, di nuovo.

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