La chiesa di Santa Passera, una santa mai esistita

Santa Passera

Lungo via della Magliana, dove la strada verso il fiume ricalca l’antico tracciato della via Campana, ecco scorgere, in prossimità di una fermata dell’autobus, l’abside di una piccola chiesa paleocristiana.

Qui nel VII secolo Teodora, una ricca vedova romana, traslò le reliquie dei Santi Ciro e Giovanni, martiri al tempo di Diocleziano. La chiesa, per una distorsione fonetica popolare, da Abba Cyrus, fu chiamata Appaciro, Pacero, Pacera e poi Passera. Santa Passera, appunto, una santa che non è mai esistita.

L’edificio sorge sulle fondamenta di un mausoleo di età imperiale, risalente al II secolo, costruito in una zona di sepolture monumentali delle quali rimangono alcuni frammenti architettonici collocati sul retro della chiesa, in prossimità della fermata dell’autobus, utilizzati ora come semplici panchine.

Sul fianco sinistro della chiesa è possibile riconoscere una serie di arcate, un tempo aperte a formare un piccolo porticato, poi chiuso e oggi trasformato in sacrestia.

La facciata è rivolta verso il Tevere e si apre su di un piccolo sagrato al quale vi si accede da una doppia rampa di scale.

Il complesso è articolato su tre livelli: un piccolo ambiente ipogeo, un vestibolo di forma stretta e allungata, sulla cui soglia l’architrave porta l’iscrizione che ricorda la deposizione dei due santi Ciro e Giovanni e la chiesa medievale, a navata unica.

La pianta rettangolare è chiusa dall’abside rialzata di un gradino. Gli affreschi della parete sinistra appartengono all’erezione stessa della chiesa, e risalgono al IX secolo; rimessi in luce negli anni ’30, si dispongono su tre fasce parallele: in quella inferiore si riconoscono figure di Santi, ognuna accompagnata da una didascalia che ne indica il nome, e più sopra scene che raffigurano vite di santi ed episodi biblici.

Le pitture dell’abside risalgono al XIII secolo: al centro sta il Cristo benedicente affiancato da Giovanni Battista e Paolo e da Pietro e Giovanni Evangelista.

Al di sotto, la Madonna in trono con il Bambino e l’Arcangelo Michele, a sinistra due santi e a destra il Salvatore in trono con i santi Ciro e Giovanni ai lati.

Nella decorazione dell’arco sono riconoscibili le figure di Santa Pudenziana e Santa Prassede, vicina per assonanza e forse riconducibile alla nostra Santa Passera, una Santa che non è mai esistita, di una chiesa quasi sconosciuta.

Le foto degli interni sono di Lucio Brunelli

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